Consonno

Consonno è una frazione del comune di Olginate situato all'estremo meridionale delle Prealpi lombarde. Occupa una superficie di 300.000 metri quadrati.

È posto a 692 metri sul livello del mare ed è uno dei punti più alti da cui si può osservare il paesaggio circostante.

Il paesaggio naturale è stato notevolmente deturpato in seguito all'abuso edilizio degli anni 60 e 70 del XX secolo durante la costruzione della “città dei balocchi”.

Oggi Consonno è raggiungibile attraverso una strada percorribile in automobile oppure a piedi da diversi sentieri attraverso i boschi circostanti.

Il rischio sismico è molto basso mentre è elevato quello idrogeologico. Ne è prova la frana che nel 1976 distrusse la strada che portava verso il paese, decretando la fine del borgo.

Le prime notizie storiche di Consonno risalgono a una pergamena del 1085 dove veniva citato il piccolo paesino con il nome di “Cussono”. Nel 1162 divenne di proprietà del monastero benedettino.

Nel 1412 nacque il comune di Consonno.

La comunità aveva allora circa 140 abitanti ed era sprovvista di un consiglio comunale.

Le scritture pubbliche venivano conservate "sotto chiave" nella casa del console al costo di 13 lire annue.

L'esattore veniva eletto, poteva essere riconfermato e aveva l'obbligo di pagare anticipatamente di tasca propria tutte le spese per il mantenimento del comune.

Inoltre tutto il territorio di Consonno, anche se abitato da diverse persone, era una proprietà privata. 

 

Nel 1853 Consonno, arrivato ormai a 230 abitanti, fu inserito nel distretto XI di Oggiono e, 6 anni dopo, il comune di Consonno retto da un consiglio di 15 membri e da una giunta di quattro persone fu incluso nel distretto XI di Oggiono.

In seguito alla nascita del Regno d’Italia il comune doveva avere un sindaco, una giunta e un consiglio comunale.

Nel 1928 il comune di Consonno, che contava quasi 300 abitanti, ma pochi anni dopo, in seguito alle due guerre mondiali, si spopolò fino ad arrivare ad avere circa 50 abitanti.

Il 4 maggio 1958 la frazione fu visitata dall'allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini che successivamente fu eletto papa con il nome di Paolo VI.

Fino al 1960 la cittadina, anche se distante dal paese, viveva grazie alle attività artigianali e alla ricchezza dei campi da coltivare.

Il conte Mario Bagno, un imprenditore milanese che nel periodo del boom economico italiano con la sua azienda stava costruendo strade e aeroporti su tutto il territorio nazionale, aveva adocchiato Consonno come il luogo in cui costruire un grande progetto come la sua “città dei balocchi” in quanto facilmente raggiungibile da Milano.

Per poter realizzare questo progetto sarebbe stato però necessario prima abbattere tutte le costruzioni dell'antico borgo allora esistente. Questo non rappresentava un problema per gli abitanti, infatti a quel tempo non esisteva ancora una coscienza ambientale e un rispetto della natura, vaste aree di campagna poi venivano bonificate per costruire enormi quartieri.

Tuttavia il conte Bagno fu il primo a distruggere un intero paese per realizzare il suo sogno.

Prima ancora di possedere Consonno, fece costruire una nuova strada che avrebbe dovuto congiungere Consonno a Olginate.

Su proposta del conte, l'amministrazione comunale di Olginate, guidata allora dal sindaco Luigi Viganò, durante il consiglio comunale numero 30 del 1961 approvò il progetto della strada che, nonostante fosse finanziata da privati, fu donata al comune.

Sulla strada appena costruita iniziarono a transitare camion e ruspe che diedero il via ai lavori di demolizione del borgo di Consonno.

Con un atto notarile nel 1962 le famiglie Anghileri e Verga (fino a quel momento proprietarie di Consonno) cedettero tutto il territorio all'impresa Bagno.

Il costo totale dell'operazione ammontò a circa 22.500.000 lire. 

Nel primo progetto, il conte Bagno fece intendere che, nonostante l'abbattimento delle vecchie strutture, Consonno avrebbe conservato le proprie caratteristiche agricole, ma contemporaneamente avrebbe avuto delle strutture finalizzate ad un incremento delle attività turistiche.

In quel periodo però molti abitanti abbandonarono il borgo a causa della crisi del settore agricolo.

Chi aveva deciso di restare a Consonno invece vedeva positivamente i lavori del conte, pensando che Consonno sarebbe diventato un centro agrituristico che avrebbe portato lavoro e possibilità di vendere direttamente i propri prodotti.

Non appena i lavori iniziarono anche nel borgo fu però subito chiaro che il conte avrebbe voluto costruire una “Las Vegas” in Brianza.

Con le ruspe i dipendenti dell'impresa Bagno iniziarono ad abbattere tutto quello che trovavano, anche le stalle furono distrutte con gli animali ancora al loro interno. 

Molti abitanti iniziarono ad abbandonare il borgo e i pochi rimasti furono obbligati a vivere in baracche prefabbricate.

Gli abitanti, che all'inizio aiutavano gli operai nella demolizione, smisero non appena capirono ciò che stava per succedere davvero.

Gli unici edifici che non furono distrutti furono la chiesa risalente al XIII secolo, la canonica e il cimitero. 

I progetti del conte non si fermarono nemmeno davanti a ostacoli naturali come la presenza di una collina.

Una infatti, adiacente al cimitero, fu abbassata facendola esplodere perché secondo il suo parere "limitava la visione del panorama".

Tutte queste opere però intaccarono l'equilibrio geologico del territorio e nel 1966 le continue piogge favorirono il movimento di masse di fango che nel 1967 provocarono una prima frana che invase la strada che portava verso Consonno da Olginate.

Il conte riparò i danni della frana e continuò nella sua opera di edificazione, tuttavia i turisti in visita a Consonno iniziarono a diminuire.

Nel 1968 a Consonno sorsero alberghi e ristoranti, costruzioni con richiami a diverse culture come una pagoda cinese, un castello medievale, un albergo di lusso e un "minareto" dove c'erano alloggi per i visitatori e negozi, chiamati così a causa della sua forma che richiamava una moschea musulmana.

Il Conte Bagno però volle continuare a costruire nuove attrazioni come un campo di calcio, uno di pallacanestro, uno di tennis, uno di bocce, uno di golf, una pista per pattinaggio, un luna park e uno zoo.

Le vecchie case vennero sostituite da palazzi.

Uno tra i progetti più ambiziosi del Conte sarebbe stato quello di realizzare una pista automobilistica.

In un'intervista concessa alla televisione svizzera che stava realizzando un documentario su Consonno, disse che la pista sarebbe stata piccola, ma sicuramente a livello estetico sarebbe stata una delle più belle d'Europa: piccola ma molto elegante.

Consonno era ormai diventato un centro divertimenti con un enorme centro commerciale e ristoranti che ospitavano grandi personaggi della musica e dello spettacolo per serate a tema.

Sulla strada per Consonno, ad accogliere i visitatori, c'erano grandi insegne che recitavano "A Consonno è sempre festa" oppure "Consonno è il paese più piccolo ma il più bello del mondo".

Come per ogni località turistica, anche Consonno aveva le proprie cartoline.

Il “minareto” è l'edificio più imponente di tutto il borgo di Consonno ed era un grande centro commerciale dove al centro era posta una torre che, secondo Mario Bagno, tutti avrebbero ammirato e ricordato.

Il nome deriva dalla somiglianza della torre dell'edificio con quella di una moschea dove per cinque volte al giorno i fedeli venivano chiamati alla preghiera.

Al piano terra c'era una lunga galleria commerciale con dei vani adibiti a negozi, mentre al primo e al secondo piano c'erano degli appartamenti disposti in serie di circa 70 mq ciascuno.

Di fronte all'edificio una grande fontana emetteva grandi getti d'acqua.

Il “missile Bagno” era un edificio a forma di pagoda con un una canna di un cannone sul tetto.

Si pensa che l'edificio rappresentasse la volontà dei cittadini di Consonno di lottare contro il trascorrere del tempo.

A Consonno c'era anche un trenino che permetteva ai visitatori di fare un giro turistico di tutto il borgo.

La visita durava circa 20 minuti e dava la possibilità ai turisti appena arrivati di vedere le meraviglie della “Las Vegas della Brianza”.

La chiesa di San Maurizio era un piccolo edificio in stile romanico e conteneva all'incirca 50 persone. Accanto alla chiesa c'era il cimitero.

Questi due furono gli unici edifici che il Conte Bagno lasciò intatti durante la sua attività edilizia.

Nel 1976 una frana distrusse la via che da Olginate conduceva a Consonno, decretando la fine del borgo.

Il Conte Bagno tentò di riparare la strada e rilanciare Consonno nel 1981, ma i turisti, attratti una volta dalle novità, non tornarono più e anche gli abitanti iniziarono ad andarsene.

Tutte le strutture iniziarono ad essere abbandonate e il 22 ottobre 1995 il Conte Bagno morì all'età di 94 anni.

La casa di riposo che il conte fece costruire per tentare di riportare Consonno ai suoi vecchi splendori fu chiusa nel giugno del 2007.

Per anni Consonno divenne un luogo malfamato dove i pochi abitanti si ritrovarono a dover fare i conti con giovani alle prese con alcool e droga.

L'atto finale della storia di Consonno si ebbe durante un rave party chiamato “Summer Alliance”, organizzato a Consonno dal 29 giugno al 1º luglio 2007. In quelle giornate molte strutture furono ulteriormente danneggiate e rese pericolanti e altre furono inoltre imbrattate da graffiti.

 

Stato di conservazione esterna: *

Stato di conservazione interna: *

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